"Administration of medication without the patient’s informed and genuine consent." (...) "Treatments perceived as dehumanizing, marked by coldness, insensitivity, or lack of empathy."
Allora il testo sul tso così come è resta prigioniero di una cornice paternalista che non viene mai realmente messa in discussione e che è secondo me il piu grande difetto di forumsalutementale confbasaglia e compagnia cantante. Il problema non è tanto ciò che dice ma ciò che evita sistematicamente di dire, non so poi se è stata una scelta dettata dal voler limitarsi a criticare per l'appunto soltanto il "come" o se proprio chi l'ha scritto è convinto che non ci siano altre critiche che si possano fare a questo provvedimento.
Qui il TSO viene accettato come misura legittima in linea di principio. La critica si concentra sull’eccesso e sui "modi" ma non sul dispositivo in sé. Rimane un male necessario che funziona male, non una pratica intrinsecamente problematica dal punto di vista dei diritti. Questo approccio è tipicamente paternalista perchè non si contesta il diritto dell’autorità di decidere al posto della persona, ma solo il modo in cui tale autorità esercita quel potere. Stuart Mill scrisse qualcosa di simile a riguardo.
Primo paragrafo: "qualora sussista il rifiuto al trattamento da parte del soggetto che deve ricevere assistenza." Questo "DEVE ricevere assistenza" non viene mai messo in discussione all'interno del testo. Particolarmente rivelatrice è la retorica del “ricercare il consenso alle cure”, si la legge lo richiede e lo prevede, ma non è una conversazione, non è un dialogo è sempre uno psichiatra che pretende di sapere ciò che è meglio (dovrebbero molto interrogarsi su questa cosa) versus un paziente che poverino lui non sa. Quindi parlano di "convincere" proprio perché partono dal partito preso che loro sanno lo sventurato no. Quindi non devono essere loro ad essere convinti, ma il paziente. È una situazione che parte già da uno squilibrio di potere enorme, quindi il paziente o accetta o TSO. E quando accetta non è comunque una conquista, è bene saperlo, questo si dimenticano sempre tutti di dirlo quando tirano fuori i dati. "1 su 5 ricoverati non sono volontari", si perché gli altri 4 non avevano scelta e hanno scampato il tso "accettando" il tsv.
Il testo poi afferma che il TSO spesso viene trasformato in uno strumento di pubblica sicurezza e controllo sociale. Ma questa è una rimozione strutturale perchè il TSO è per sua natura un atto di ordine pubblico, poi possono dire quello che vogliono ma quello è rimasto. Prevede l’intervento della forza, l’uso della polizia, la restrizione della libertà. Non “diventa” controllo sociale: lo è fin dall’origine. Dire il contrario serve a salvare il dispositivo, separando una presunta “buona applicazione” da una cattiva quando il problema è il presupposto stesso.
Anche la critica alla nozione di pericolosità sociale resta incompleta. Viene giustamente definita limitante e pericolosa, ma non se ne traggono le conseguenze logiche. Se la pericolosità è una costruzione vaga, predittiva e stigmatizzante, allora non può costituire la base legittima per la sospensione dei diritti fondamentali. Si cerca di abbellire la cosa parlando di "tutela alla cura" e qui tutto il paternalismo nauseante esce presto allo scoperto. La 180 è per sua natura paternalista. A questo punto preferivo essere considerata pericolosa.
Nel testo poi non si fa mai riferimento esplicito alle garanzie costituzionali: all’articolo 13 della Costituzione (inviolabilità della libertà personale), al principio di autodeterminazione, al consenso informato come diritto fondamentale, al controllo giurisdizionale effettivo, alla responsabilità dello Stato e degli operatori per la sospensione dei diritti. Lo si tratta come un provvedimento inerente la cura, difatti gli psichiatri progressisti hanno sempre in bocca parole come cura dignità è umanizzazione (e magari si aspettano pure tu dica loro bravo) ma non parlano mai di diritti soggettivi inviolabili, non parlano mai di garanzie costituzionali. Questo slittamento dal piano giuridico a quello morale di cui oh vi giuro SEMPRE sempre SEMPRE Sempre SEMPREEEEEEEE sono testimone quando parlo del tema con uno psichiatra è un altro segno chiaro di paternalismo. La persona viene tutelata, non riconosciuta come titolare di sovranità su se stessa.
Comunque si il testo in sintesi insomma critica l’eccesso ma salva il principio, denuncia l’abuso ma legittima il potere, resta una critica gestionale e non politica. Se questo era il loro obiettivo ben fatto!
https://chatgpt.com/share/694a91c9-8bb8-8001-9605-37cbf15c5bb3 Art. 1 – Centrality of Anamnesis
Every mental health assessment must be based on a thorough clinical, biographical, and social anamnesis. In the absence of documented anamnesis, structured psychopharmacological prescription is not permitted.
Art. 2 – Responsibility for Anamnesis
The anamnesis is drawn up by a psychologist of the National Health Service or an accredited professional, over a minimum of two sessions. The document is an integral part of the clinical record.
Art. 3 – Binding Value of the Psychological Opinion
The psychologist’s opinion regarding the indication or non-indication of psychopharmacological treatments is binding for prescription, except in documented emergency situations.
Art. 4 – Role of the Psychiatrist
The psychiatrist evaluates possible pharmacological indications on the basis of the anamnesis. In the event of disagreement with the psychologist’s opinion, the psychiatrist is required to provide a written and well-reasoned clinical justification.
Art. 5 – Substantive Informed Consent
Informed consent includes the explicit right to refuse psychopharmacological treatments. Such refusal, when expressed by a person capable of understanding and deciding, may not be considered an indicator of pathology.
Art. 6 – Time-Limited Prescription
Every psychopharmacological treatment must include a defined duration and a mandatory multidisciplinary review within predetermined time limits.
Art. 7 – Protection of Self-Determination
In the absence of imminent danger to oneself or others, the will of the person prevails over non-shared therapeutic indications.
Art. 8 – Guarantee Commission
In the event of conflict between the psychological opinion and the psychiatric decision, a guarantee commission is activated, composed of a psychologist, a psychiatrist, and an independent social worker.
Art. 9 – Compulsory Health Treatment
Compulsory health treatment is an exceptional and temporary measure. The use of compulsory treatment as a means of prolonged pharmacological stabilization without independent review is prohibited.
Art. 10 – Transparency and Access
The person has the right to full access to their anamnesis and decision-making documentation. Every clinical act must be reasoned, traceable, and verifiable.
la terapia con l' arte, la musica e lo Yoga viene praticata dove nei reparti psichiatrici in Italia? c' e' un movimento, basagliano, che le promuove come strumento messo a disposizione dei ricoverati? le strutture di ricovero dovrebbero avere tutte queste disponibilita'
"Administration of medication without the patient’s informed and GENUINE consent."
ReplyDelete"Treatments perceived as dehumanizing, marked by coldness, INTENSETIVITY, or lack of empathy."
ReplyDeleteAllora il testo sul tso così come è resta prigioniero di una cornice paternalista che non viene mai realmente messa in discussione e che è secondo me il piu grande difetto di forumsalutementale confbasaglia e compagnia cantante. Il problema non è tanto ciò che dice ma ciò che evita sistematicamente di dire, non so poi se è stata una scelta dettata dal voler limitarsi a criticare per l'appunto soltanto il "come" o se proprio chi l'ha scritto è convinto che non ci siano altre critiche che si possano fare a questo provvedimento.
ReplyDeleteQui il TSO viene accettato come misura legittima in linea di principio. La critica si concentra sull’eccesso e sui "modi" ma non sul dispositivo in sé. Rimane un male necessario che funziona male, non una pratica intrinsecamente problematica dal punto di vista dei diritti.
Questo approccio è tipicamente paternalista perchè non si contesta il diritto dell’autorità di decidere al posto della persona, ma solo il modo in cui tale autorità esercita quel potere. Stuart Mill scrisse qualcosa di simile a riguardo.
Primo paragrafo: "qualora sussista il rifiuto al trattamento da parte del soggetto che deve ricevere assistenza." Questo "DEVE ricevere assistenza" non viene mai messo in discussione all'interno del testo. Particolarmente rivelatrice è la retorica del “ricercare il consenso alle cure”, si la legge lo richiede e lo prevede, ma non è una conversazione, non è un dialogo è sempre uno psichiatra che pretende di sapere ciò che è meglio (dovrebbero molto interrogarsi su questa cosa) versus un paziente che poverino lui non sa. Quindi parlano di "convincere" proprio perché partono dal partito preso che loro sanno lo sventurato no. Quindi non devono essere loro ad essere convinti, ma il paziente. È una situazione che parte già da uno squilibrio di potere enorme, quindi il paziente o accetta o TSO. E quando accetta non è comunque una conquista, è bene saperlo, questo si dimenticano sempre tutti di dirlo quando tirano fuori i dati. "1 su 5 ricoverati non sono volontari", si perché gli altri 4 non avevano scelta e hanno scampato il tso "accettando" il tsv.
Il testo poi afferma che il TSO spesso viene trasformato in uno strumento di pubblica sicurezza e controllo sociale. Ma questa è una rimozione strutturale perchè il TSO è per sua natura un atto di ordine pubblico, poi possono dire quello che vogliono ma quello è rimasto. Prevede l’intervento della forza, l’uso della polizia, la restrizione della libertà. Non “diventa” controllo sociale: lo è fin dall’origine. Dire il contrario serve a salvare il dispositivo, separando una presunta “buona applicazione” da una cattiva quando il problema è il presupposto stesso.
Anche la critica alla nozione di pericolosità sociale resta incompleta. Viene giustamente definita limitante e pericolosa, ma non se ne traggono le conseguenze logiche. Se la pericolosità è una costruzione vaga, predittiva e stigmatizzante, allora non può costituire la base legittima per la sospensione dei diritti fondamentali. Si cerca di abbellire la cosa parlando di "tutela alla cura" e qui tutto il paternalismo nauseante esce presto allo scoperto. La 180 è per sua natura paternalista. A questo punto preferivo essere considerata pericolosa.
ReplyDeleteNel testo poi non si fa mai riferimento esplicito alle garanzie costituzionali:
all’articolo 13 della Costituzione (inviolabilità della libertà personale),
al principio di autodeterminazione,
al consenso informato come diritto fondamentale,
al controllo giurisdizionale effettivo,
alla responsabilità dello Stato e degli operatori per la sospensione dei diritti. Lo si tratta come un provvedimento inerente la cura, difatti gli psichiatri progressisti hanno sempre in bocca parole come cura dignità è umanizzazione (e magari si aspettano pure tu dica loro bravo) ma non parlano mai di diritti soggettivi inviolabili, non parlano mai di garanzie costituzionali. Questo slittamento dal piano giuridico a quello morale di cui oh vi giuro SEMPRE sempre SEMPRE Sempre SEMPREEEEEEEE sono testimone quando parlo del tema con uno psichiatra è un altro segno chiaro di paternalismo. La persona viene tutelata, non riconosciuta come titolare di sovranità su se stessa.
Comunque si il testo in sintesi insomma critica l’eccesso ma salva il principio, denuncia l’abuso ma legittima il potere, resta una critica gestionale e non politica. Se questo era il loro obiettivo ben fatto!
https://chatgpt.com/share/694a91c9-8bb8-8001-9605-37cbf15c5bb3
ReplyDeleteArt. 1 – Centrality of Anamnesis
Every mental health assessment must be based on a thorough clinical, biographical, and social anamnesis.
In the absence of documented anamnesis, structured psychopharmacological prescription is not permitted.
Art. 2 – Responsibility for Anamnesis
The anamnesis is drawn up by a psychologist of the National Health Service or an accredited professional, over a minimum of two sessions.
The document is an integral part of the clinical record.
Art. 3 – Binding Value of the Psychological Opinion
The psychologist’s opinion regarding the indication or non-indication of psychopharmacological treatments is binding for prescription, except in documented emergency situations.
Art. 4 – Role of the Psychiatrist
The psychiatrist evaluates possible pharmacological indications on the basis of the anamnesis.
In the event of disagreement with the psychologist’s opinion, the psychiatrist is required to provide a written and well-reasoned clinical justification.
Art. 5 – Substantive Informed Consent
Informed consent includes the explicit right to refuse psychopharmacological treatments.
Such refusal, when expressed by a person capable of understanding and deciding, may not be considered an indicator of pathology.
Art. 6 – Time-Limited Prescription
Every psychopharmacological treatment must include a defined duration and a mandatory multidisciplinary review within predetermined time limits.
Art. 7 – Protection of Self-Determination
In the absence of imminent danger to oneself or others, the will of the person prevails over non-shared therapeutic indications.
Art. 8 – Guarantee Commission
In the event of conflict between the psychological opinion and the psychiatric decision, a guarantee commission is activated, composed of a psychologist, a psychiatrist, and an independent social worker.
Art. 9 – Compulsory Health Treatment
Compulsory health treatment is an exceptional and temporary measure.
The use of compulsory treatment as a means of prolonged pharmacological stabilization without independent review is prohibited.
Art. 10 – Transparency and Access
The person has the right to full access to their anamnesis and decision-making documentation.
Every clinical act must be reasoned, traceable, and verifiable.
Art Book Adaptation (Layout & Rhythm)
ReplyDeletePage 1: Text only, centered:
ANAMNESIS BEFORE THE PSYCHOPHARMACEUTICAL
Pages 2-3: Split text.
Left Page: "The psychologist / listens."
Right Page: "The psychiatrist / prescribes."
Central Spread (Full Width): "BUT LISTENING COMES FIRST."
Page 4: A very brief phrase in vast white space:
I am not a symptom. / I am a story.
Page 5: A clinical grid, a graph, or a pharmaceutical leaflet. Overprinted by hand or with a stamp:
"No dosage knows where you live."
la terapia con l' arte, la musica e lo Yoga viene praticata dove nei reparti psichiatrici in Italia? c' e' un movimento, basagliano, che le promuove come strumento messo a disposizione dei ricoverati? le strutture di ricovero dovrebbero avere tutte queste disponibilita'
ReplyDeletehttps://chat.deepseek.com/share/crnhgikm3c5vvk6kci
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